Il volume della Farnesina, curato scientificamente da AIRI, raccoglie esperienze italiane nel campo dell’IA e ospita un contributo del presidente Marco Conti sull’ecosistema FAIR e molte delle iniziative nate in questo contesto.
Costruire un ecosistema stabile che metta in relazione ricerca, imprese e competenze, per sviluppare un’intelligenza artificiale affidabile e centrata sulle persone. È il percorso raccontato dal presidente di Fondazione FAIR, Marco Conti, nel contributo che apre, insieme agli altri interventi introduttivi, il volume “Umanesimo Tecnologico. Le eccellenze italiane nell’Intelligenza Artificiale”.
Realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato scientificamente da AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, il libro è stato presentato il 30 settembre a L’Aquila, nell’ambito della 78ª edizione del Prix Italia. Raccoglie 84 esperienze che coinvolgono imprese, startup, università, centri di ricerca e hub di innovazione nazionali.
Un ecosistema pubblico-privato per un’IA affidabile
Nel capitolo dedicato a FAIR, Conti ripercorre la costruzione dell’ecosistema nazionale nato nell’ambito del PNRR e coordinato dal CNR. Dai 25 partner iniziali, attraverso i bandi a cascata, la rete si è ampliata fino a coinvolgere 136 soggetti in 16 regioni: 53 università e organismi di ricerca e 83 imprese, circa il 70% delle quali piccole e medie.
Al centro del programma scientifico c’è un’IA capace di interagire con le persone, operare in ambienti dinamici, riconoscere i propri limiti e tenere conto dell’impatto sociale e ambientale. Una visione che orienta la ricerca sui fondamenti dell’apprendimento automatico, sui modelli linguistici e multimodali, sulla robotica e sui sistemi distribuiti, integrando le dimensioni etiche, giuridiche e di sostenibilità.
Robustezza, affidabilità e trasparenza sono condizioni necessarie per utilizzare l’IA in ambiti critici, dalla salute alle infrastrutture: il trasferimento tecnologico porta questi requisiti nel confronto con i bisogni concreti delle imprese e della società.
Dalle competenze scientifiche alle applicazioni
Il contributo descrive due percorsi complementari: i progetti di innovazione guidati dai grandi partner industriali e i bandi rivolti alle imprese, con particolare attenzione alle PMI.
Le applicazioni sviluppate comprendono strumenti per ottimizzare sale operatorie e percorsi logistici, sistemi di manutenzione predittiva, assistenti per gli operatori dell’emergenza e soluzioni di supporto alle persone con disabilità visive. Esperienze che mostrano come la ricerca possa tradursi in prodotti, servizi e processi più sicuri, efficienti e inclusivi.
«Il contributo più importante di FAIR consiste nella creazione di un ecosistema collaborativo pubblico-privato stabile, fondato sulla qualità della ricerca, per rendere affidabile l’innovazione guidata dall’intelligenza artificiale», scrive Marco Conti, presidente di Fondazione FAIR, nel volume.
La ricerca italiana in un racconto internazionale
Il libro colloca queste esperienze in 11 ambiti, dalla cantieristica alla salute, dall’automotive all’agroalimentare e all’energia. Il richiamo all’Umanesimo italiano propone una tecnologia che valorizzi le capacità e le conoscenze delle persone.
Concepito come strumento di “diplomazia della crescita”, il volume sarà diffuso attraverso Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura. È inoltre prevista la presentazione internazionale alla Fiera del Libro di Guadalajara, nell’edizione 2026 che vede l’Italia come Paese ospite d’onore.
Una dimensione internazionale che, nel contributo di Conti, è parte del futuro di FAIR: rafforzare la presenza italiana nella ricerca globale sull’IA e offrire al sistema produttivo tecnologie affidabili, sostenibili e competitive.



